Una gang alla festa di nozze. Prima parte

Mi chiamo Claudia, ho 34 anni, sono alta, bionda, occhi chiari, fisico ben modellato; ho davvero un bel seno, che riempie una quarta misura abbondante, bei fianchi che fanno da cornice ad un culetto alto e tondo, che sovrasta delle splendide cosce lunghe e ben tornite. Da cinque anni sono sposata con Luigi, un bel maschio che ha sei anni più di me. Alto quanto me, occhi scuri, fisico normale; mi ama così tanto perché adora che io abbia l'attitudine a far la troia! In un certo senso è lui che mi ha trasformato nella splendida sgualdrina che sono oggi! Quando l'ho conosciuto, circa una decina di anni fa, ero una puttanella alle prime armi, mentre lui era già esperto e, sopra ogni cosa voleva una donna da forgiare come piaceva a lui: una vera troia! Adora sapere che sono disponibile a farmi scopare da chiunque sia di mio gradimento: è una cosa che lo fa impazzire di piacere! Per vero piace molto anche a me, soprattutto quando torno a casa e gli racconto dettagliatamente come sono stata posseduta, aperta e chiavata, oltre che riempita in ogni buco. A quelle mie confessioni, il suo cazzo, un bel membro non esageratamente lungo, ma comunque di ottimo spessore, diventa duro come il marmo e così mi scopa come un pazzo furioso; io, in quel momento, godo quasi non fosse esistito tutto ciò che avevo provato in precedenza! Mi piace aver un marito cornuto, che mi lascia far la troia a mio piacimento e, soprattutto, mi piace che anche lui mi tratti da troia. L'ultima sconvolgente esperienza l'ho provata lo scorso fine settimana, quando Tommaso, un mio amico, mi ha invitato al matrimonio di un suo amico, un evento che, a naso, rivelava d'esser molto sfarzoso. Poiché Tommaso non aveva una fidanzata, Luigi ha deciso che sarei potuta andare con lui in veste ufficiale di sua accompagnatrice. Tommaso è un bel maschio, che conosco da tanto tempo, avendo lavorato con lui quando avevo circa vent'anni ed avevo appena iniziato a far la zoccoletta. Mi ha detto che saremmo andati alla festa insieme ed io non avevo minimamente ipotizzato che quell'evento potesse trasformarsi in un'occasione per far sesso con qualcuno, ritenendolo un evento mondano con tanta gente snob. Per l'occasione, ho indossato un abito lungo in pizzo nero, caratterizzato da un pizzo stratificato e traforato, con una silhouette aderente, che valorizzava il mio fisico ed era munito di un audace spacco laterale. Il nero evidenziava ancor più la mia chioma bionda e i delicati inserti in pizzo hanno creato un look, vedo non vedo, che faceva ulteriormente spiccare la mia femminilità ed eleganza. Il clima era abbastanza caldo per cui non ho indossato calze e, sotto il vestito, avevo delle mutandine sottilissime, invisibili, mentre nella parte superiore il tessuto suppliva alla mancanza di reggiseno perché conformato in modo da sorreggere il seno. Ai piedi, calzavo delle eleganti scarpe con tacco da dodici, a stiletto, in pelle nera laccata, con la punta affilata, che rendevano il mio incedere ancor più sensuale e malizioso. Quando Luigi mi ha visto, ed ero ancora allo specchio per ultimare il mio trucco nel coprire le labbra con un rossetto appropriato che serviva a renderle ancor più seducenti, ha subito commentato positivamente ciò che vedeva.
«Claudia, amore... sei di una bellezza unica... voglio sperare che non farai troppa concorrenza alla sposa!»
Ho sorriso contenta, poi son uscita ed ho visto Tommaso che, al solo vedermi, è rimasto a bocca aperta. Subito è venuto ad aprire lo sportello del passeggero della sua Maserati Ghibli e, immediatamente, siamo partiti per raggiungere il luogo dove si sarebbe svolto l'evento. Durante il viaggio, ha ammirato ripetutamente le mie cosce e questo ha fatto lievitare notevolmente la mia autostima. Giunti a destinazione, siamo entrati in una bella chiesa, poi ci siamo trasferiti nell'ampio parco presente sul retro, dove era stato allestito tutto il necessario per un piccolo buffet. Naturalmente non son passata inosservata ed ho potuto notare gli sguardi carichi di cupidigia di tanti maschi, che mi hanno osservato a lungo dalla testa ai piedi e, dentro di me, mi son detta che, entro la fine della giornata, sicuramente avrei avuto modo di succhiare qualche bel cazzo; ma c'era una cosa che non sapevo: a chi lo avrei fatto? Mentre eravamo in attesa dell'evento, abbiamo sorseggiato qualche drink e gustato degli stuzzichini ed ho potuto notare che Tommaso conosceva un sacco di gente importante; infatti in tanti son venuti a salutarlo ed ho visto che continuavano a indugiare con lo sguardo sul mio corpo. Molti di loro, erano dei veri pezzi da 90, sia della politica, che dell’imprenditoria, e questa cosa mi è piaciuta molto, soprattutto per me che sono una laureata in economia e commercio. Poi abbiamo assistito al matrimonio. La sposa, figlia di un ricco banchiere della città, si è unita al figlio del Presidente della Regione e, dentro di me, mentre li guardavo, ho sorriso un po', perché, più che un matrimonio, mi sembrava si stesse realizzando un accordo politico/economico! In effetti la sposa, una bella ragazza, più o meno mia coetanea, sembrava muoversi bene ed a suo agio in mezzo a tutte queste personalità, mentre lo sposo, un ragazzo un po' timido e introverso, ho notato che assecondava qualunque cosa, qualunque desiderio o capriccio della sposa. Mi son convinta che quel ragazzo era sicuramente molto più cornuto di mio marito: troppi maschi ruotavano intorno alla sposa. Troppe persone influenti hanno dialogato con lei durante l'intero evento, che è stato decisamente sfarzoso; soprattutto i quattro testimoni degli sposi, quattro manzi notevoli. Poi tutti siamo andati in un ristorante tra i più rinomati della città, dove, dopo un cocktail di benvenuto, abbiamo iniziato un pranzo luculliano: sembrava non finire mai. Oltre al cibo, c’era la musica per permettere di ballare in continuazione e fiumi di alcol, distribuito a profusione. Anch'io ho approfittato del fatto che erano tutti liquori di ottima scelta e poiché amo la vodka, ne ho bevuta alcuni bicchierini di una qualità veramente speciale. Ho ballato con alcune persone e poi, un po' stanca, ma soprattutto molto annoiata, mi son seduta su di una panchina un po' defilata, nel parco adiacente alla sala del ricevimento ed è stato proprio in quel momento, che qualcuno mi ha chiamato. «Claudia... Claudia, ma sei proprio tu?»
Mi son girata e mi son trovata davanti alla faccia Paolo. Lui per me è sempre stato il maschio ideale, è stato il primo, colui che mi ha fatto succhiare per la prima volta il suo cazzo, tra l'altro molto grosso e lungo, ma soprattutto è stato quello che per primo mi ha reso donna, aprendomi per bene sia davanti che dietro. Un maschio così è impossibile da dimenticare! Siamo stati insieme per tre anni, senza esser fidanzati e, ciononostante, facevamo sesso in continuazione, perché scopare con lui non mi bastava mai! Mi son alzata in piedi e lui mi è venuto vicino, mi ha abbracciato e mi ha stretto con forza a sé; ho sentito il suo membro, grosso e duro, che premeva contro il mio inguine e le mie mutandine si son bagnate all'istante! 
«Paolo... che piacere immenso vederti! Che ci fai qui... voglio dire: se ricordo bene, ti eri trasferito a Londra e....»
Mi son sentita emozionata nel trovarmi faccia a faccia con lui. Mi son seduta perché l'emozione è stata forte e le gambe non mi reggevano; le mie mutandine si stavano inzuppando in una maniera incredibile. Anche lui si è seduto e mi ha sorriso contento.
«Oh, Claudia, tesoro... non puoi capire quanto mi sei mancata! Vivere a Londra, sarebbe stato bellissimo se ci fossi stata tu con me! Ti giuro, ogni giorno, ho avvertito la tua mancanza!»

Mi ha abbracciato, mi ha guardato dritto negli occhi e, un istante dopo, le nostre bocche erano unite in un bacio caldo ed appassionato. Abbiamo limonato un po', poi ci siamo staccati ed abbiamo chiacchierato a lungo, raccontando ciascuno le proprie esperienze, vicissitudini. Lui ha specificato di non aver trovato nessun'altra donna che lo intrigasse come me. Siamo tornati insieme alla festa e ci siamo messi a ballare, come facevamo ai nostri tempi; lui mi teneva per i fianchi e più che ballare sembrava che stessimo facendo l'amore, perché eravamo talmente stretti, che potevo sentir alla grande il suo pene duro premere contro il mio ventre. Più ballavo, più mi stavo eccitando e, soprattutto, mi era venuta voglia di succhiare il suo cazzo; in un momento che mi ha guardato negli occhi, gliel'ho detto. Lui ha sorriso, poi mi ha preso per mano e siamo entrati nel ristorante; ci siamo diretti verso le cucine e, prima di arrivarci, lui ha notato una porta su cui era scritto: PRIVATO. Ha aperto la porta ed ho visto che era un piccolo ripostiglio; subito mi ha spinto dentro ed ha chiuso la porta dietro di sé. Ero bagnata fradicia per l'eccitazione e non vedevo l'ora di avvolgere le mie labbra intorno al suo membro duro. Mi son inginocchiata davanti a lui, ho aperto i suoi pantaloni e mi son trovata davanti, per l'ennesima volta, quel membro che mi aveva già fatto impazzire di piacere tanto tempo fa! Lui è rimasto in silenzio a guardarmi ed io ho fatto scorrere le mie labbra sulla sua punta, ho leccato il suo glande, godendomi la sensazione setosa mentre passavo la lingua tra la pelle ed il prepuzio. L'ho leccato con calma, molto lentamente, per tutta la sua lunghezza e poi ho aperto la bocca e l'ho lasciato scivolare lentamente all'interno, mentre con le mani accarezzavo le sue grosse palle, che sentivo ben piene di crema, che non vedevo l'ora di poter ingoiare. Un po' alla volta ho preso a farlo penetrare nella mia gola. Ho sollevato lo sguardo e i nostri occhi si sono incrociati; ho visto la gioia che emanavano i suoi, mentre si godeva la mia bocca. Ho preso la sua mano destra e l'ho portata sopra la mia testa; ho visto che lui ha sorriso, perché era un gesto che facevo tutte le volte che gli succhiavo il cazzo: mi piaceva che fosse lui a dettare il ritmo della pompa, a dominarmi, a scopare la mia bocca a suo piacimento. Lui ha appoggiato anche l'altra mano e poi ha preso a muovere il suo corpo avanti/indietro ed il suo membro è cominciato a scivolare sempre più in profondità nella mia gola, fin quando la punta del mio naso non si è spiaccicata contro il suo corpo e lui ha esultato per la gioia.

«Oh, piccola...finalmente ho ritrovato la mia adorata bocchinara! Così mi piace... così mi piace sentire il mio cazzo nella tua gola... Claudia... succhialo forte, che ti voglio riempire la bocca come facevo tanto tempo fa!»
Ho dato il meglio di me stessa! L'ho accarezzato, segandolo, mentre con la bocca mi concentravo sulla punta; poi lo lasciavo scivolare quanto più possibile nella gola, facevo il gesto di deglutire, che aveva come effetto quello di massaggiare il suo membro, facendolo gioire ancor di più. Mi ha scopato la gola per alcuni minuti, poi, finalmente, ho ricevuto ciò che desideravo; la sua crema calda e gustosa.
«Oh, Claudia... finalmente, Claudia... amore mio, bevila tutta!»
Mi ha esploso in bocca bollenti schizzi di crema prelibata che me l'hanno riempita, allora ho stretto le labbra per evitare di perderne anche una sola goccia; me ne stava spruzzando tanta con bordate sempre più abbondanti! Ho dovuto ingoiare tre volte rapidamente e lui, per tre volte, mi ha di nuovo riempito la bocca. Sentirlo schizzare nella mia gola, mi ha fatto godere senza toccarmi! Adoravo fargli dei sontuosi pompini e ricevere così tanta sborra, come nessun altro maschio con cui ero stata. L'ho leccato e pulito, raccogliendo fino all'ultima stilla e poi, come sua consuetudine, mi ha sollevato, mi ha baciato limonando con me ed assaporando il suo stesso piacere. Subito dopo, siamo usciti e tornati alla festa e, in quel momento, mi è venuto incontro Tommaso.
«Claudia, la festa si sta spostando. Tutti vanno in una villa non lontano dal mare… vuoi venire anche tu?»
Ho guardato Paolo, che ha sorriso e mi ha detto che sarebbe venuto anche lui; così l'ho presentato a Tommaso ed ho visto che tra i due c'è stata subito complicità, perché siamo saliti nella Maserati di Tommaso. 

Tutti e due mi hanno fatto salire dietro e, appena seduta, ho capito che l'avevo fatto di proposito per ammirare le mie cosce; così, senza nessuna esitazione, mi son messa al centro del sedile posteriore, a cosce aperte ed ho visto che entrambi hanno sorriso: mi sentivo troia e volevo che per entrambi fosse ben chiaro! Dopo una ventina di minuti, siamo giunti a destinazione. Una location bellissima! Un ricchissimo buffet, con statue di ghiaccio, cibo di ogni tipo, dolci dei più svariati tipi, vino e liquori in grandissima quantità. Noi tre abbiamo sorseggiato qualche drink e poi abbiamo applaudito all'arrivo degli sposi; dopo qualche minuto, c'è stato il rituale taglio della torta e, ancora una volta, ho visto che la sposa era sempre al centro della scena, mentre il marito le scodinzolava intorno. Anche qui c'erano balli e musica, con addirittura due DJ.

Ho fatto qualche ballo sia con Tommaso che con Paolo ed ho sentito i loro membri duri strofinarsi prepotentemente contro il mio inguine. Ero calda, eccitata, avevo voglia e, nello stesso tempo, non volevo ferir nessuno dei due. Dopo l'ennesimo ballo, ho deciso che avevo bisogno di un bagno e così ho lasciato i miei compagni seduti al tavolo e mi son allontanata all'interno della villa. Sono salita su un ampio scalone che portava al piano superiore, dove ho trovato un lungo corridoio con diverse porte su ogni lato, per la maggior parte chiuse, così ho continuato a camminare, fin quando ho sentito dei rumori un po' particolari provenire da una delle camere. Mi son avvicinata ed ho riconosciuto la voce della sposa, così, per non disturbare ho provato ad aprire la porta accanto che, guarda caso, era aperta e son entrata. Ho visto che c'era un bagno privato, dove mi son diretta velocemente per espletare una minzione ormai divenuta impellente. Dopo essermi svuotata la vescica, mi son lavata ed ho scoperto che ero ancora molto calda ed eccitata: le mie mutandine erano completamente fradice. Sono uscita dal bagno ed ho sentito dei rumori provenire da quello che sembrava esser un terrazzo; così ho aperto il finestrone e, fatti pochi passi fuori, ho visto che alla mia destra c'era la camera da cui provenivano quei rumori; mi son avvicinata ed ho guardato dentro. Quello che ho visto non ha fatto altro che confermare la mia prima impressione: la sposa era a pecora sul letto e si faceva scopare dai suoi testimoni, quattro maschi ben dotati, che la stavano sbattendo come una troia e, ciò che mi ha meravigliato non poco, è stato il fatto che, seduto su una poltroncina ai piedi del letto, c'era il giovane cornuto, che si smanettava il cazzo come un pazzo furioso. Mi è venuto da ridere continuando a guardare quella scena ed ho potuto notare che i quattro maschi hanno preso in doppia la sposa, facendola urlare di piacere, mentre il giovane cornuto non faceva altro che incitarli a chiavarla ancora più forte. Avevo voglia di cazzo. Ora la mia voglia di scopare era diventata prepotente, così son tornata sui miei passi alla ricerca dei miei compagni, che però non ho trovato subito.

 

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