LA DIRIMPETTAIA
LA DIRIMPETTAIA
Mi ero trasferito da poco. Finalmente avevo trovato la casa dei miei sogni: piano terra con giardino, spaziosa e luminosa. Forse un po’ troppo grande per me solo, ma la immaginavo già come un rifugio perfetto.
Le giornate scorrevano tra il lavoro e i piccoli lavori di sistemazione. Nei fine settimana mi dedicavo al giardino, cercando di riportarlo in ordine dopo anni di abbandono.
Ma fu in particolare la mia dirimpettaia ad attirare la mia attenzione. Una donna non bellissima, ma con un fascino naturale che la rendeva difficile da ignorare. Pensai avesse sui cinquantacinque anni, poi scoprii che in realtà ne aveva sessanta. Era divorziata senza figli, e viveva da sola. Si mostrò da subito gentile, con quell’eleganza semplice di chi sa prendersi il proprio spazio.
Fu durante un pomeriggio di giardinaggio che mi parlò per la prima volta. Ero chino a strappare erbacce, quando la sua voce calma mi sorprese.
-Buon lavoro… quel giardino sembra una sfida bella grossa.-
Mi alzo in fretta, asciugandomi la fronte. Era appoggiata al cancello, con un sorriso discreto.
-Già, non so se ho sottovalutato la cosa.-
Lei ride piano.
-Ci vuole pazienza… e qualche attrezzo giusto. Se vuole, ho delle cesoie che non uso mai.-
-Grazie, sarebbe davvero utile- rispondo, andando verso di lei.
Me le porge, e nell’attimo in cui allungaio la mano, le sue dita sfiorano le mie. Un contatto minimo, ma sufficiente a farmi alzare lo sguardo. I suoi occhi lo sostennero, timidi e gentili, come se fosse sorpresa dalla propria audacia.
-Si è trasferito da poco, vero?-
-Sì, da qualche settimana.-
-Da solo?- chiese, con una pausa che sembrava pesare più della domanda.
-Sì.-
Lei abbassò lo sguardo, quasi imbarazzata.
-Una casa grande per viverci da soli…-
-A volte sì- ammetto, con un sorriso.
Si congeda presto, con un cenno di testa e quel suo modo educato e un po’ distaccato.
Dopo qualche giorno le riporto le cesoie. Busso al cancello e lei compare come sempre composta.
-Grazie ancora, mi sono state davvero utili- dico.
Lei sorride piano.
-Sono contenta… il giardino sta già cambiando aspetto.-
-Ho cercato di fare del mio meglio. Ma volevo ringraziarla anche in un altro modo: ho appena comprato un salottino, se le va, potremmo inaugurarlo stasera con un bicchiere di vino.-
Lei abbassò gli occhi, quasi per nascondere un sorriso.
-Oh… non vorrei disturbare.-
-Non sarebbe un disturbo. Anzi, mi farebbe piacere.-
Dopo un attimo di esitazione, annuisce piano.
-Va bene. Ma solo un bicchiere.-
All’orario stabilito bussa piano al cancello. Indossa un vestito estivo semplice, le spalle appena scoperte, i capelli sciolti. Sembrava quasi che si fosse preparata più del solito, pur mantenendo la sua naturale riservatezza.
Ci sediamo nel salottino, due calici di vino e una candela accesa sul tavolino.
-Alla nuova casa- dice sollevando il bicchiere con un filo di voce.
-Alla nuova vicina- replico.
La conversazione è leggera, ma a poco a poco il vino scioglie le esitazioni. Lei parla della solitudine, di quanto fosse raro avere compagnia.
-È piacevole avere qualcuno con cui parlare- confessa. -Non mi capita spesso.-
Quelle parole bastano. Mi alzo, mi avvicino e le prendo piano la mano. Lei non si ritrae. Le nostre dita si intrecciano, e mi chin a sfiorarle le labbra.
Non risponde, ma il suo respiro accelerato è un invito. La bacio. All’inizio esitante, poi via via più sicura, come se dentro di lei qualcosa si fosse finalmente sciolto.
La guido con dolcezza, portando la sua mano al mio inguine. Lei sospira, e subito dopo la stringe con decisione.
-Oh… è da tanto che non sento un uomo così- mormora, con un lampo nuovo negli occhi.
Le mie mani scivolano sotto il vestito, scoprendo con sorpresa che non portava biancheria.
-Non porti nulla sotto…- sussurro.
-Ti aspettavo- risponde, arrossendo, ma già accesa dal desiderio.
La accarezz, sentendola dapprima asciutta, quasi trattenuta. Ma bastarono pochi sfioramenti, pochi cerchi lenti con le dita, perché iniziasse a bagnarsi, aprendosi lentamente al mio tocco.
Intanto lei slaccia i miei pantaloni e libera il mio cazzo, stringendolo tra le mani con una fame improvvisa. Poi lo prende in bocca, avvolgendolo con labbra morbide e lingua esperta.
-Ti piace?- chiede, liberandomi un attimo solo per guardarmi negli occhi.
-Sì… Dio, sì…-
Non era più la signora timida e riservata: era un vulcano di passione.
Si rialza, si volta e si piega con naturalezza sul tavolino.
-Prendimi così… da dietro. Voglio sentirti dentro.-
Le sollevo il vestito e la penetro piano. All’inizio la sento stretta, come se il suo corpo dovesse ricordarsi come accogliere un uomo.
-Piano…- gemette, stringendomi forte.
Ma con ogni spinta lenta e profonda si bagnava di più, aprendosi, accogliendomi sempre meglio. Fino a che il suo corpo non esplose in un orgasmo che la fece gridare, mentre le contrazioni del suo sesso serravano il mio cazzo con forza.
Si rialza, tremante, e si inginocchia davanti a me.
-Ora voglio sentirti qui…- dice con voce roca. E torna a succhiarmi, più veloce, più profonda, finché non la avverto pronta ad accogliere il mio piacere.
-Sto per venire…- ansimai.
-Sì… vieni nella mia bocca- mi sussurra, senza fermarsi.
Un’ondata potente mi scosse, e vengo con forza, sentendola deglutire e continuare a succhiarmi piano finché non rimasi esausto.
Rimaniamo in silenzio, seduti sul divano, ansimanti. Mi rivolgo verso la donna dicendo:
- Ti ho chiavata...mi hai fatto un succoso pompino... ma non so neppure qual'è il tuo nome...-.
Lei scoppia ridere...
- Io mi chiamo Lia... e tu?- risponde.
- Io, Mauro...cara Lia...- le sussurro chinandomi verso di lei, accarezzandole una coscia con una mano.
- Ehi!- esclama la donna- sei già nuovamente...-
- Si...cara...io mi rprendo subito...-sussurro, prendendola per mano e accompagnandola verso il bagno.
- Una doccia ci rimetterà in sesto....-.
Lia mi sorride, e inizia a spogliarsi, io la seguo e ora siamo nudi. Guardo la donna, ha ancora un bel corpo, lei mi sorride. Allora ci avviciniamo e ci abbracciamo, ci baciamo, ci palpeggiamo dappertutto. Le faccio sentire il mio cazzo duro contro il ventre, lei mi palpeggia le natiche, mi infila un dito nel culo...
- Mi piace...quello che mi fai- le sussurro in un orecchio.
Sotto la doccia ci insaponiamo e ci laviamo a vicenda. Lia indugia sul mio cazzo, che inizia a indurirsi. Si inginocchia e me lo prende in bocca.
- Hai nuovamente voglia eh...porcellina- sussurro.
- Si...si...era da tanto che non mi ritrovavo con un bel maschio...- risponde lei. Smette di succhiarmi il cazzo, finiamo di lavarci e ci asciughiamo.
- Ora che si fa?- chiedo.
- Se vuoi...andiamo a casa mia...ti va?- propone Lia.
- Perché no...si, con piacere...-. replico.
2
Indossiamo qualcosa, tanto per coprirci un po' e siamo nel salotto di Lia.
- Dai...-dice la padrona di casa- mettiamoci nudi..-.
Ci abbracciamo, ci palpeggiamo a vicenda, le faccio sentire il cazzo duro sul ventre. Lia mi ricambia infilando il medio nel mio culo.
- Sporcacciona...-le sussurro in un orecchio.
Poi mi prende per mano e mi conduce nella sua camera. Noto subito un grande letto, due poltrone, un cassettone con sopra una tv e relativo lettore di dvd. Su un comodino vedo molti oggetti sessuali, plug anali, vibratori, cazzi finti e strapon.
- Però!- esclamo- non ti manca nuulla per soddisfare le tue voglie...-.
- Si...ma ora...che ci sei tu...spero di soddisfarle...meglio- risponde.
Ci distendiamo sul letto, ci accarezziamo, lei mi prende il cazzo e accennando ad una leggera masturbazione mi chiede:
- Cosa...vorresti provare, quale è il tuo desiderio segreto...-.
- Bhè, mi piacerebbe provare cosa si sente ad essere inculato...- rispondo.
- Se è per questo, caro, ti posso accontentare io...vuoi?- risponde.
- Come?- chiedo, fingendo di no avere avisto lo strapon.
Lia si alza dal letto, indossa lo strapon, se lo allaccia ai fianchi e si distende sulla schiena, con il cazzo finto ben ritto.
Guardandola negli occhi, mi accomodo sopra sedendomi sul dildo color carne. Non appena sento la punta del finto glande allargarmi il buco del culo, sono travolto da un senso di piacere che non si può descrivere. Lo sentivo entrare dentro piano piano mentre la mia erezione cresceva.
Guardavo Lia mentre si accarezzava il seno eccitatissima nel vedermi impalato sul suo cazzo finto.
Diede il tempo al mio culo di dilatarsi adeguatamente muovendosi in modo dolcissimo. Sentivo il dildo dietro entrare sempre più in profondità e scatenarmi dei veri e propri brividi di piacere.
Lia allungò la mano e cominciò a masturbarmi il cazzo. Fu questione di pochi minuti, un piacere così intenso che forse non avevo mai provato prima mi pervade e non riesco a trattenermi dallo sborrare schizzando sul ventre della donna. Non contenta, mi fece mettere alla pecorina e continuo’ a incularmi godendo intensamente di questo scambio di ruoli.
Con il dildo dentro, il culo largo e pieno la mia donna mi fa:
- Sai che sei veramente bello...col cazzo in culo-.
Si sfila, mi accarezza il cazzo e mi invita in salotto.
- Vieni, beviamo qualcosa- dice.
Stava imbrunendo, il sole stava tramontando, e noi sul divano ci lasciamo andare in nostre confidenze.
- Ma veramente non lo avevi mai preso nel culo...- Chiede Lia.
- Si cara, uno vero non lo ho mai preso...anche se ti confesso, che mi piacerebbe...per provare...- rispondo.
- Hai una ragazza?- riprende a parlare Lia.
- Si, Elena, appena finisco di sistemare la casa viene ad abitare con me.-.
- Elena...è una ragazza aperta...libera...-. chiede la mia amica.
- Certo, molto libera. Con lei abbiamo fatto di tutto, abbiamo provato tutte le posizioni...a lei piace godere in ogni modo...come anche io, del resto- rispondo.
- Di questo me ne sono accorta...- risponde Lia, impugnandomi il cazzo, ridiventato duro.
- Che intenzioni hai?- chiedo.
- Ora nulla, anzi, preparerò qualcosa per cena, ma poi....- risponde lasciando la frase in sospeso.
Dopo la cena torniamo in camera, Lia accende la tv e mette un dvd nel lettore. Distesi sulle lenzuola, guardiamo il filmato. Rimango di stucco, nel filmato si vede Lia e altre due donne assieme. Stanno toccandosi, masturbandosi, leccandosi. A quella vista ho il cazzo ancora più duro. Il video va avanti, a loro si aggiungono tre uomini, con i cazzi già duri, si avvicinano a loro masturbandosi. Le fanno separare, Lia viene posta alla pecorina e il maschio che la possiede la incula. La telecamera indugia sulla inculata, vedo un grosso cazzo farsi largo nel culo di Lia.
- Ti piace quello che vedi?-chiede Lia prendendo il mio cazzo e iniziando a masturbarmi.
- Certo che mi piace...di chi è il cazzo che ti incula- chiedo.
- Del mio ex marito, gli altri due sono suoi amici...con uno di loro...ogni tanto mi vedo- risponde.
Il video termina con gridolini di lussuria, e con sborrate in faccia alle donne.
Le metto una mano sulla fica, le titillo il clitoride lentamente, poi le infilo due dita nella vagina.
- Mettici...il cazzo...su Mauro, chiavami...chiavami...- rantola lei.
Si distende sulla schiena e allarga le gambe, gliele sollevo e, in ginocchio, me le poso sulle spalle. Appoggio il cazzo sulla fica, spingo lentamente, lo infilo fino in fondo. Inizio il dolce movimento, lentamente. Guardo Lia, lei mi sorride e dice:
- Fammi godere...fammi godere...caro...-.
- Si, si...cerchiamo di godere assieme...- rispondo.
Aumento la velocità dei colpi, fino a quando sento Lia rantolare:
- Sto...sto per arrivare...dai Mauro...godi con me...-.
- Si...si...cara...anche io...anche io....- mormoro, in preda al piacere che sta montando.
Siamo due corpi in preda alla lussuria sfrenata, alla fine godiamo assieme, gridando, sussultando, dimenandoci... Alla fine dell' amplesso, ci lasciamo andare distesi, l'uno a fianco dell' altra.
3
Quella notte la passai da lei, il mattino seguente me ne torno alla mia casa, finendo i lavori che avevo iniziato. Nel pomeriggio, Elena viene a trovarmi.
- Come va caro?- chiede.
- Sono a buon punto...fra un paio di giorni penso d' avere finito.-
Ci baciamo, la stringo a me accarezzandola.
- Che furia...Mauro...ti sono mancata?- chiede.
- Diciamo- rispondo io- si...e no...-.
- In che senso?- raccontami.
Le racconto dei miei giochini con Lia, senza tralasciare nulla. Elena mi ascolta rapita, senza dire nulla, mi sorride e si sfila i leggins aderentissimi, che le risaltano il culo. Mi apre la patta dei pantaloni, ed estrae il mio cazzo...duro.
- Dai! Spogliamoci...nudi- mi sussurra all' orecchio.
In un attimo siamo nudi sul divano, Elena si dispone alla pecorina, io in piedi dietro lei, le appoggio il cazzo fra le natiche e spingo...
- Mi vuoi inculare?- sussurra Elena.
- Si...non vuoi?- rispondo.
- Ora no caro...lo voglio nella fica...sono già fradicia...- replica.
La accontento, con una spinta unica il mio cazzo è nella sua vagina, i miei testicoli le sbattono sulle natiche. Attraverso la stoffa della camicetta le palpeggio i seni.
- Si...si...così...Mauro...fammi godere...- rantola lei.
Anche io però, non ero lontano dall' orgasmo, accelero i colpi e quando sento che sto arrivando grido:
- Elena...godo...godo...-.
- Anche io...anche io....mmmm...ohhh...godooo- grida lei.
Le scarico nella fica tre copiosi getti di sperma, poi mi sfilo dicendo:
- Abbiamo inaugurato la nostra nuova casa...-.
Dopo una salutare doccia, ci vestiamo e andiamo in città. Io avevo una idea in testa, e glielo dico a Elena:
- Andiamo nel...nel sexy shop, forse troviamo li qualche delizioso oggetto con cui divertirci.-
- Perché no...- risponde lei.
Nel negozio, comperiamo due strapon di diversa misura, un masturbatore maschile, un plug anale, due cazzi finti in lattice di diverse misure e un secondo vibratore.
Uscendo dal locale, Elena mi sussurra:
- Non vedo l'ora di provarli...magaria anche assieme alla tua vicina di casa...e...mi piacerebbe vedere te inculato da un bel maschio.-.
- Sei proprio una donna lussuriosa...Elena- rispondo- ti confesso che anche a me piacerebbe provare...cosa si prova a prenderlo nel culo...-.
- A me piace molto, caro, e te lo ho dimostrato...- replica lei.
- Ma sei proprio una sporcacciona- rispondo- abbracciandola e baciandola. Facciamolo stasera...se Lia è libera.
4
Alla sera vado ad in invitare Lia. Con mia sorpresa, lei non è sola., è con un uomo sulla quarantina.
- Volevo invitarti da noi...- dico, ma vedo che sei occupata.
Probabilmente Lia ha intuito il perché dell' invito. Mi risponde prontamente:
- Vengo volentieri, però con me viene Alex, il mio ospite- e mi fa l'occhiolino. Le sorrido.
- Ho capito tutto...vi aspettiamo...-. Le sussurro in un orecchio.
Rientro in casa, Elena sta preparando la cena.
- Allora? - chiede.
- Meglio di quato sperassi...oggi potro dare sfogo alla mia fantasia...- rispondo.
- Quale, tesoro...sono curiosa- replica lei.
- lo vedrai...più tardi- cara.
Dopo una mez'ora Lia e Alex si presentarono alla nostra porta.
- Benvenuti, vi faccio strada- dico.
Ci sistemiamo nel soggiorno, su un ampio divano. Chiamo Elena e le presento i miei ospiti, poi assieme a lei andiamo in cucina.
- Allora?- chiedo- che te ne pare?-.
- Direi che sia Lia che il suo amico, siano molto interessanti, se intendi a cosa alludo- replica.
Raggiungo i due amici nel soggiorno, offro loro da bere, poi li invito a mettersi in libertà.
- In che senso?- chiede Lia, fingendo di non sapere cosa intendevo.
Veniamo raggiunti da Elena, lei indossa solamente il reggiseno e un minuscolo slippino. Alex la guarda incantato.
- Sappiamo bene perché siamo qui...su...cosa aspettiamo. Diamoci da fare...- intervengo io. Ci denudiamo, anche Elena rimane nuda come noi. Guardo Lia, lei sta masturbando, lentamente, il cazzo di Alex. Elena si prende cura del mio, veniamo masturbati fino a che noi maschietti le preghiamo di smettere.
- Se continuate...ci fate venire...- sussurra Alex.
- Noi vogliamo durare a lungo...duri...vero Lia- sussurro io.
- Si, ora però andiamo in cucina, mangiamo qualcosa...- dice Elena.
Dopo avere cenato, saliamo in camera. Lia e Alex restano stupiti di come è arredata la stanza. Ai piedi del letto due comode poltrone, sulla parete di fianco un grande specchio, agli angoli della camera, due telecamere che riprendono ogni cosa succeda a letto. Sulla parete frontale un TV 55 pollici accoppiato con lettore dvd e collegato anche col video delle telecamere.
Elena si avvicina ad Alex, gli prende il cazzo in mano e sussurra qualcosa all' orecchio di lui. Intuisco ciò che gli ha detto, perché lui mi si avvicina e dice:
- Veramente vuoi che ti inculi?-.
- Si...si-sussurro-finora sono stato inculato con plug anali e con lo strapon...ma ora voglio provare un cazzo vero...-.
Mi inginocchio su una poltrona, con le spalle appoggiate allo schienale. Allargo le gambe, Elena si avvicina con un lubrificante anale. Me lo spalma sull' ano, poi sul cazzo di Alex, col glande bene in vista.
Lui, però, ci sapeva fare. Prima pian piano ha allargato il mio buco con le mani poi lo ha lubrificato abbondantemente. Dopo aver messo una dose copioso di gel sul suo glande, lo ha appoggiato sul mio ano, ha dato una spinta con il ventre per farlo scivolare dentro. Ho sentito un leggero bruciore, senza forzare ha lasciato adattare il mio buco alle dimensioni del suo cazzo. Quindi ha iniziato a incularmi gradualmente e con movimenti lenti e lunghi.
Le due donne ci guardano e sorridono. Poi Elena prende dal comodino un preservativo, si avvicina a noi, e me lo infila sul cazzo duro e teso.
- Ho voglia di farti godere...così non sborri sulla poltrona...- sussurra.
Alex, dopo aver allargato le mie natiche e dopo i primi movimenti lenti, andava disinvolto dentro e fuori dal mio culo.
La sensazione di pienezza, il piacere intenso che provavo, sia nell’ano che sul cazzo, oltre all’eccitazione della situazione di trovarmi tra due partner, mi hanno fatto scatenare un orgasmo violentissimo.
- Elena...godooo...sborro...sborro...- grido, quasi nello stesso istante in cui Alex mi scaricava nel retto il suo sperma.
Ero eccitatissimo, al pensiero di essere stato inculato di fronte a due donne, che ora, con il cazzo di Alex ancora nel mio culo, ci stavano guardando sditalinandosi.
Poi lentamente si sfila, si gira verso le nostre amiche, e ostentando il cazzo ancora duro dice:
- Tranquille...c'è ne anche per voi, ma ora vado a lavarmi-.
Lo seguo in bagno. Si sistema sul bidet e si ripulisce, altrettanto lo faccio io. Rientriamo nella camera. Lia ed Elena, distese sulle lenzuola, stanno rivedendo la ripresa della mia inculata.
- Certo che siete stati bravi...e a quanto vedo siete...nuovamente pronti-dice Lia sorridendo, vedendoci rientrare.
- Prima beviamo qualcosa...che ne dite?-.
In soggiorno, ci fermiamo una ventina di minuti. Elena guarda i nostri cazzi molli e ridendo esclama:
- Come siete ridicoli...col cazzo molle...-.
Io me lo impugno ed inizio a masturbarmi, seguito da Alex.
Mi distendo sulla moquette del pavimento, invito Elena a salirmi sopra, a cavallo. Lentamente si impala in me, poi si piega distesa sul mio petto. Lia si rivolge ad Alex:
- Fate una doppia penetrazione...dai che voglio vedere Elena gridare dalla lussuria-.
Double penetration. Lenta. Precisa. Perfetta.
Io e Alex ci tocchiamo ogni affondo. Ci guardiamo,
gli afferro la nuca e lo bacio mentre scopiamo la stessa donna.
Elena viene a squarciagola, tremando, il sudore cola giù tra le tette, le cosce lucide.
Dopo un po' veniamo anche noi, quasi insieme, scaricando il nostro sperma nel culo e nella fica della mia ragazza.
Tre corpi, un’unica voglia.
Nei giorni seguenti, esplorarono tutto.
Giochi con i plug su entrambi gli uomini, Lia che comandava, vestita solo di autoreggenti.
Pompini doppi, con le lingue che si sfioravano.
Sesso a tre in cucina, sul tavolo, tra vino rosso, sapore di cazzo e labbra macchiate di passione.
Non c’erano limiti.