Solo una cena di lavoro.

Mi chiamo Caterina, ho 45 anni, alta, capelli rosso fuoco naturali, occhi chiari, bel seno alto e tondo con dei capezzoli ben pronunciati. Ho avuto una gravidanza quando avevo 19 anni e, da allora, ho curato il mio fisico mantenendolo ben strutturato, ventre piatto ed un culetto alto e sodo che fa da cornice a ciò che considero il mio capolavoro: cosce belle lunghe, snelle e ben tornite. Da ventisette anni sono sposata con Lorenzo, mio coetaneo; un maschio con il quale ho scoperto il sesso fin da giovane e, col passare degli anni, la nostra relazione è diventata sempre più intensa ed intrigante. Oggi siamo una bella coppia affiatata e complice, che ogni tanto si regala dei momenti particolari, soprattutto quando entrambi abbiamo voglia di abbandonarci alla trasgressione. Mio marito ha una piccola ma fiorente azienda, che si sviluppa con una serie di clienti, quindi ci capita spesso di intrattenerli al ristorante. A lui piace esibirmi quasi fossi un trofeo e, più di una volta, la mia presenza ha sbloccato situazioni che sembravano essere in stallo. In una di queste occasioni, abbiamo vissuto una bellissima serata con Marcello. La sera che dovevamo incontrarlo a cena, prima di uscire ho chiesto a mio marito che tipo di abbigliamento desiderava che mettessi. Come sempre, dalla sua risposta capisco se la serata potrebbe evolversi in un modo o in un altro. 
«Cosa vuoi che indossi?»
Con un sorriso stampato sulle labbra, mi ha risposto in maniera complice.
«Qualsiasi cosa tu voglia, purché sia elegante e, possibilmente, provocante. Non mi dispiacerebbe vederti con quel completino di pelle nero.»
Ora sono io a sorridere con una certa malizia. È uno dei suoi preferiti, me l'ha fatto fare su misura. Un grazioso tailleur nero, giacca lunga fino alla vita, gonna circa 7/8 centimetri sopra il ginocchio, con uno spacco sulla parte anteriore che si protrae fino a metà coscia sinistra. Tende a mostrare la parte superiore delle calze, se si indossate, come spesso faccio. Dentro di me ho pensato che era meglio vestirsi in modo adeguato all’occasione. Potrebbe esser una serata divertente. Siamo arrivati al ristorante in orario e ci hanno accompagnato al nostro tavolo, apparecchiato per tre persone. Ho guardato mio marito con un certo stupore.
«Il nostro ospite è da solo? Non mi avevi detto che era in compagnia?» 
Lui ha fatto spallucce.
«Sì, ha chiamato prima per dire che la sua compagna non poteva venire. Perché non ti togli quella giacca? Non fa freddo qui dentro.»
Era autunno e fuori era abbastanza fresco, ma dentro il ristorante si stava davvero bene.

«No, va bene così.»
Proprio in quel momento il nostro ospite è arrivato e mio marito lo ha chiamato.
«Marcello, qui!» 
Ho visto quest'uomo piuttosto alto, di bell'aspetto, avvicinarsi a noi; poteva avere sui trentacinque anni, almeno così mi è sembrato, capelli scuri ondulati, vestito in modo impeccabile, con un abito completo di camicia e cravatta, perfettamente abbinate. Non mi dispiacerebbe veder il suo fisico muscoloso senza vestiti, ho pensato tra me e me; ho iniziato a sentire quella familiare sensazione di calore all'inguine. Subito lui ha salutato mio marito.
«Ciao Lorenzo, piacere di vederti. Tu devi esser Caterina, ho sentito parlare molto di te, ma tuo marito non ti ha reso giustizia.»
Ora che quella sensazione di calore cominciava a trasformarsi in una sensazione di umidità, stavo decisamente iniziando ad eccitarmi molto. Ricevere un complimento da un giovane molto attraente, quando hai quarantacinque anni, è quanto mai eccitante. Non che non mi sia conservata bene, intendiamoci: come già detto, mi prendo cura di me stessa, e sono piuttosto orgogliosa del mio fisico. Le gambe sono il mio punto di forza, che risultano aggressive allorché calzo scarpe dai tacchi a spillo e queste Marcello non le aveva ancora viste.
«Grazie, Marcello, è stato un piacere anche per me conoscerti.»
La cena è andata benissimo. Il cibo era eccellente e la conversazione vivace, goliardica, anche se, a tratti, un po' spregiudicata. Verso la fine, Marcello ci ha fatto una proposta.
«Vi andrebbe di venire a casa mia per un ultimo drink?»
Mio marito mi ha guardato con aria interrogativa ed io ho annuito; lui ha risposto: «Si, ci piacerebbe molto.»
 Marcello ha subito precisato di non aver l’auto.
«Son venuto qui in taxi, quindi, se avete una vettura posso venire con voi e indicare la strada.»
Subito mio marito ha detto che non vi erano problemi. Ci siamo diretti verso la macchina e Marcello, da perfetto gentiluomo, mi ha aperto la portiera del passeggero. Mio marito ha una BMW X5, che, essendo alta da terra, mi costringe inevitabilmente a mostrare un bel po' di gambe quando salgo a bordo. Con lo spacco della gonna, si vedeva molta più coscia sopra la parte superiore delle calze; infatti il mio perizoma era senz'altro visibile. Marcello non ha distolto lo sguardo dal mio inguine. Quando finalmente ha alzato lo sguardo, si è reso conto che mi ero accorta di quanto mi avesse osservato.
«Oh, mi dispiace… è solo che hai delle gambe stupende!»
Ho sorriso maliziosa.
«Grazie, ma ho avuto l'impressione che stessi guardando un po' più in alto.»
Ho sorriso tra me e me, mentre lui arrossiva leggermente; è salito sul divano posteriore.
Marcello ci ha indicato un grazioso condominio in una delle zone più belle della nostra città, in un quartiere residenziale di lusso, vicino al centro storico. Ci ha accompagnati all'appartamento al terzo piano, molto spazioso ed arredato con gusto. Ci ha offerto un drink.

«Porto, whisky, vino, caffè?» 
Io ho scelto di bere un calice di vino.
«Prenderò un Porto ed un caffè, grazie Marcello.»
«Anch'io prendo un calice di Porto» la voce di mio marito mi ha fatto girare verso di lui che, guardandomi dritto negli occhi, mi ha fatto l'occhiolino. Ricambiai con un sorriso. Marcello ci ha invitato a metterci comodi. 
Mi son seduta su una grande poltrona singola in pelle, proprio di fronte ad uno dei divani a due posti.
Marcello tornò con i vini ed i caffè, li posò sul tavolino di fronte a me. A quel punto ho deciso di far un po' di scena; mi son rivolta a mio marito.
«Tesoro, mi aiuteresti a togliermi la giacca, per favore?»
«Certo, tesoro.», 
Subito si è avvicinato e mi ha tolto la giacca dalle spalle, mentre mi giravo verso Marcello. L'espressione sul suo volto era impagabile e quasi si è strozzato con il primo sorso di Porto. Indossavo una camicetta nera senza maniche, assolutamente trasparente ed un meraviglioso reggiseno che mio marito mi aveva regalato qualche mese prima. Non è munito di coppe vere e proprie, ma ha solo una parte inferiore, atta a sostenere e spalline sottili; in effetti l'intero mio seno con i capezzoli eretti era ben visibile. Lorenzo ha commentato sorridendo.
«Ora capisco perché non hai voluto toglier la giacca al ristorante: avresti steso tutti i clienti!»
Marcello ha subito commentato felice.
«Sono contento che tu non l'abbia fatto. Credo che non avrei nemmeno guardato ciò che mangiavo!»
Ho sorriso, mi son seduta, ho accavallato le gambe, ho sorseggiato il mio Porto. Marcello mi ha esternato l’ennesimo complimento.
«Sei una donna bellissima, Caterina, ma son sicuro che te l'abbiano detto già tante volte, per cui temo di apparire banale.»
 L’ho ringraziato.
«Grazie, Marcello! In genere mi pervengono solo da mio marito, ma lui è di parte. È molto lusinghiero sentirselo dire da un uomo giovane ed attraente; accende l'autostima di una donna e la fa sentire sexy e desiderata. Posso usare il tuo bagno?»
 Me lo ha subito indicato.
«Certo, è la seconda porta a destra, in fondo al corridoio.»
Sono andata in bagno e mi son tolta il perizoma bagnato. La mia fica nuda, che depilo, era in fiamme. Era una sensazione meravigliosa sentir l'aria fresca sulla pelle. Desideravo ardentemente d'esser scopata e speravo che succedesse. Tutta la settimana Lorenzo era stato molto impegnato con il suo lavoro ed io ero rimasta abbastanza in astinenza; ora, però, sentivo la mia lumachina schiumare dalla voglia. Non avevo tasche in cui riporre le mutandine, quindi le ho lasciate in bagno e son tornata in salotto. Mi son seduta di fronte a Marcello ed ho fatto la stessa cosa di Sharon Stone: ho accavallato le gambe molto lentamente. Marcello non ha distolto lo sguardo dalle mie cosce.

Mi è stato chiaro che non fosse sicuro di cosa avesse visto. Mio marito si alzò e andò in bagno, mentre io e Marcello scambiavamo delle battute abbastanza allusive. I miei capezzoli diventavano sempre più duri e grossi, la mia vagina sempre più bagnata e potevo vedere il rigonfiamento che spuntava dai pantaloni di Marcello.
Mi piaceva quello che vedevo. Doveva esser ben messo a giudicare dal pacco voluminoso. Marcello stava chiaramente cercando di capire se la serata poteva evolversi in un bel gioco, quando il mio adorato marito è venuto in suo soccorso.
«Per caso sono tue?» 
Ha sorriso, mostrando il perizoma attorcigliato al dito.
Ho mostrato un timido imbarazzo, quando, in un lampo, Marcello si è alzato dalla sedia, ed è venuto a sedersi accanto a me, ha incollato la sua bocca alla mia, mentre la sua mano scivolava decisa sotto la mia gonna e trovava la figa fradicia. La sua lingua è entrata nella mia bocca ed io ho ricambiato il bacio con il doppio dell'entusiasmo e della passione, mentre le sue dita si infilavano con facilità nella mia figa colma di umori. Ho tremato ed ho raggiunto un orgasmo proprio in quel momento, tra le sue dita.
«Accidenti! Ma vieni sempre così, velocemente?»
 Ho sorriso mentre gli rispondevo.
«Solo quando sono eccitata da morire!»
Marcello mi ha preso in braccio e mi ha portato nella camera da letto; mio marito ci seguiva, spogliandosi a sua volta lungo il percorso. Marcello mi ha adagiato delicatamente sul letto ed entrambi gli uomini hanno iniziato a spogliarmi. Quando mi erano rimaste solo le autoreggenti ed i tacchi alti, mio marito è salito sul letto e ha iniziato a infilare il suo meraviglioso cazzo grosso nella mia fica. Marcello, nel frattempo, si è spogliato e si è sdraiato sul letto, iniziando a succhiarmi i seni e baciarmi dappertutto; le sue mani vagavano audacemente lungo l'intero mio corpo. Mi eccitavo sempre di più ed ho allungato una mano verso il suo cazzo, trovandolo bello, grosso e abbastanza lungo. Il cazzo di mio marito non è piccolo, è sopra la media in lunghezza, ma ha un notevole spessore, circa 12 cm di circonferenza. Quello di Marcello era parecchio più lungo, circa 20 cm, grosso quasi quanto quello di mio marito: desideravo ardentemente quel cazzo dentro di me. Mio marito, avendolo intuito, si è spostato su un fianco, voltando anche me contemporaneamente. In questo modo mi son ritrovata di spalle a Marcello. Non ha perso tempo, ha colto l'occasione. La mossa successiva è stata quella di sentire un suo dito lubrificato, che si faceva strada delicatamente nel mio retto. Mi ha aperto lentamente, preparandomi ad accogliere il suo pene. Mi son girata e gli ho chiesto di mettermelo tutto dentro.

«Per favore, infilami il cazzo nel culo. Voglio sentire il tuo splendido arnese sepolto fino alle palle, all'interno del mio buchetto.»
Ho sentito le sue dita ritirarsi ed ho ansimato mentre mi infilava il cazzo nel culo. Si fermò un attimo per permettermi di riprender fiato, poi spinse il cazzo dentro, fin in fondo: allora ho sentito il suo corpo aderire alle mie natiche. Ero già in paradiso e li ho pregati di scoparmi bene ed a fondo. 
«Entrambi, per favore, entrate bene dentro di me e poi rimanete immobili; voglio godere della sensazione di pienezza. Non mi capita spesso di esser penetrata in doppia e voglio godermi ogni attimo, ogni centimetro.»
Sentivo i loro cazzi sfregarsi l'uno contro l'altro, attraverso la sottile parete divisoria fra fica ed ano. Ero in estasi!
Hanno fatto come avevo chiesto. Marcello mi reggeva e stringeva i seni, mi titillava i capezzoli, mi leccava e mi baciava la schiena; mio marito mi baciava appassionatamente, con la lingua in bocca. Ho insistito affinché mi facessero impazzire.
 «Adesso, insieme, dovete fottermi fino a farmi perdere i sensi; vi prego scopatemi forte!»
Entrambi hanno iniziato a far scivolare i loro cazzi dentro/fuori di me, procurandomi un orgasmo sconvolgente. Erano ondate di pura estasi quelle che sentivo per cui urlavo di far di più. 
«Vengo! Vengo! Vengo! Vengo! Mi fate impazzire! Ancora! Vengo! Vengo!»
Ho perso il conto di quante volte ho raggiunto l'orgasmo; ne godevo uno dopo l’altro, senza soluzione di continuità. Volevo solo esser scopata da entrambi per tutta la notte.
Mi hanno pompato bene per diversi minuti, poi, dopo una ennesima venuta, ho sentito il cazzo di mio marito esplodere dentro di me, inondando la mia vagina con il suo sperma. Lentamente ha estratto il suo cazzo, che stava perdendo vigore. Marcello, invece, ha continuato a martellare il mio culo ed io continuavo ad urlare e venire. Proprio quando pensavo di non poter più venire, ho sentito la bocca di mio marito sulla mia fica, che leccava e succhiava sia i suoi, che i miei fluidi.
«Oddio, amore, che porco che sei! Sei un maiale... mi fai venire ancora?! Lorenzo, leccami, leccami, che vengo ancora!»
Il mio corpo è stato scosso da un ennesimo orgasmo e questo ha fatto perdere il controllo a Marcello, che mi ha sborrato in profondità nel mio culetto sfondato.
Siamo rimasti tutti sdraiati per quello che mi è sembrato un momento eterno: non riuscivo a muovermi. Il cazzo di Marcello era ancora duro e ben dentro il mio culo. Non avevo voglia di muovermi, non volevo che finisse. Lentamente, e con mia grande delusione, Marcello lo ha sfilato; sono rimasta meravigliata per la sua virilità, sembrava che la sua rigidità non avesse ceduto per niente.

«Ti sei impasticcato… o cosa, per averlo ancora così duro?»
Marcello ha sorriso ed è scomparso nel bagno privato della camera. Mi son alzata e l‘ho seguito; lui in bagno ha voluto lavarmi delicatamente gli orifizi, asportando il suo sperma e quello di Lorenzo. Siamo tornati in camera ed io ero di nuovo eccitata, cosi gli ho preso il cazzo semi-eretto ed ho iniziato ad accarezzarlo, finché non si è indurito completamente, fino a raggiungere il suo massimo splendore. A quel punto, si è inginocchiato tra le mie cosce, mi ha afferrato con le mani sotto i glutei, sollevandomi contro la sua erezione. Ho sentito il glande divaricare le pieghe della mia ostrica e farsi strada tra di esse; è penetrato fin in fondo. Ho urlato quando ha colpito la cervice ed ho avuto un orgasmo immediato.
«Oh, sì, così vengo! Mi sei arrivato in fondo! Vengo!» Marcello ha quindi iniziato a penetrarmi con forza, sollevandomi le gambe in modo da appoggiare i talloni sul suo petto, per ottenere il massimo della penetrazione. Io ho continuato ad urlare ed avere orgasmi continui. 
«Vengo! Vengo! Mi fai impazzire! Ancora! Vengo! Vengo!»
Mentre ero sconvolta dal piacere, ho visto mio marito in piedi, accanto al letto, con il cazzo di nuovo quasi completamente duro; gli ho fatto cenno di avvicinarsi e gliel’ho preso in bocca, succhiandolo bene e forte, mentre si irrigidiva sempre più. Nel frattempo Marcello mi massaggiava e mi stringeva i seni, mentre mi penetrava in fica; i miei orgasmi arrivavano ad ondate successive. Mio marito mi ha afferrato la testa, infilandomi la sua verga in gola, spingendola tutta in fondo ed io, da bravissima ed esperta bocchinara, mi son messa al lavoro. Marcello ha alzato lo sguardo ed ha visto il cazzo di Lorenzo completamente inghiottito; questo lo ha fatto impazzire.
«Accidenti, che femmina portentosa! Che bocchinara meravigliosa! Guarda come ingoia un cazzo così grosso! È troppo bello! Mi fai sborrare! Vengo!»
Subito dopo, ho sentito che mi spruzzava, getto dopo getto, il suo sperma nella figa, proprio mentre Lorenzo mi sborrava in gola. Io, imperterrita, continuavo ad aver orgasmi. Credo di esser svenuta dal piacere, perché la cosa che ricordo è che, un a volta tornata in me, avevo entrambi gli uomini ai miei lati, che mi accarezzavano dappertutto con infinita dolcezza.
Ho guardato mio marito con occhi carichi d'amore.
«Ho come la netta sensazione che lui non sia un tuo cliente e, quindi, non so se era questo che avevi pianificato, ma, se lo è stato, mi hai regalato la più bella esperienza sessuale della mia vita; ti amo ancora di più per questo!»
Lorenzo ha sorriso contento.

«Era tutto pianificato. Volevo regalarti una serata speciale, tutta dedicata a te e, soprattutto, farti provare, per la prima volta, una doppia; del resto era un'esperienza che ancora non avevi fatto. Marcello ha risposto ad un annuncio che avevo pubblicato su una delle riviste per incontri; la sua risposta è stata una delle poche, che mi è piaciuta per davvero. Ci siamo incontrati ed ho capito subito che ti sarebbe piaciuto scopartelo; ed ora che l'hai fatto, son infinitamente contento.»
 Marcello ha sorriso, poi mi ha fatto una domanda.
«Possiamo rifarlo? Caterina, sei assolutamente fantastica. Non credo di aver mai incontrato nessuna donna così multi-orgasmica come te: ami farti riempire tutti i buchi alla grande, sei così bella e concupiscente. Quando Lorenzo mi ha mostrato la tua foto, ho pensato: chissà quanto tempo fa è stata scattata, mentre, al contrario, quando ti ho vista, quasi non credevo ai miei occhi.»
 Gli ho sorriso, mi son girata verso Lorenzo e gli ho risposto.
«Sì, mi piacerebbe rifarlo, però, la prossima volta, dovresti portare un amico. Non avevo mai fatto una doppia e, da quanto mi è piaciuta, credo che mi piacerebbe aver TUTTI i miei buchi riempiti, nello steso momento. 
Lorenzo ha annuito e mi ha dato un bacio. E pensare che ero convinta di partecipare ad una noiosa cena aziendale!