Il mattino dopo, mentre il sole entrava obliquo dalle finestre dell’appartamento milanese, l’aria era ancora impregnata di quel misto di sesso, sudore e potere. Valentina era sdraiata sul letto, nuda, con le gambe leggermente aperte e il mio seme che ancora le colava lentamente dalla figa gonfia. Io le accarezzavo il clitoride con due dita,